23/04/2011
Nuovo blog!
"Entro semplicemente per dirvi che ho cambiato blog... naturalmente vi aspetto su quello nuovo: laurarossiello.blogspot.com
Vi aspetto come sempre... grazie per avermi seguito qui... tra un po' però cancellerò questo blog!
Un saluto a tutti..."
11:05 Scritto da: mlaura84 in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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07/04/2011
Ficus benjamina (ultima parte)
Arrivò su e si dedicò alla cura della pianta, come faceva spesso la sera. La raccolse da terra dopo il capitombolo e si rese conto di un particolare strano del quale non si era mai accorto, forse perché quella sera accarezzò “Fico” con una sensazione diversa. Era in terrazza ma continuava a guardarla attraverso lo specchio. Dentro il vaso, nascosto nel terriccio, c’era un biglietto stropicciato e sporco di terra sul quale c’erano scritti soltanto un orario e una via. Dava tutta l’idea di essere un appuntamento. Il punto però era che Martino non aveva idea né dell’anno, né tantomeno della città a cui si riferivano quelle poche righe.
Guardò distrattamente il calendario. Era il 5 luglio e quello pseudo appuntamento sarebbe stato il giorno dopo. Per un attimo nella sua mente balenò il pensiero di recarsi a quell’incontro, di nascosto senza farsi notare, tanto chiunque avesse messo lì dentro quel foglio non voleva incontrare lui.
Quella mattina si svegliò con un’ansia che non si riusciva a spiegare. Afferrò un abito da lavoro, uno di quelli eleganti, e si incamminò verso l’ufficio, non prima di avere gettato un’occhiata furtiva a quel biglietto che la sera prima aveva appeso sul frigo.
Con uno scatto felino lo prese sotto l’occhio vigile di Roastbeaf e se lo infilò nella tasca dei pantaloni. Guardò quelle righe per tutta la mattina e alla fine durante la pausa pranzo decise di andare a quel numero di quella piazza e vedere se quell’incontro ci fosse già stato o meno, senza pensare che anche se fosse stato così non lo avrebbe mai intuito. Non sapeva niente di nessuno dei due.
Restò seduto a bere il suo aperitivo al bar della piazza per almeno un’ora ma non si accorse di niente che potesse farlo pensare a quegli sconosciuti.
All’improvviso il suo sguardo si illuminò. Sgranò gli occhi. Era incredulo. Si alzò di scatto e le andò dietro. Non la poteva perdere di nuovo. Seguì quei capelli castani e si accorse che la sua pianta, il suo “Fico” davvero aveva gli occhi. Occhi per accorgersi del suo desiderio più nascosto. Uscire dalla solitudine che sentiva.
Sorrise e corse dove non sapeva, ma sentiva che quella era la sua strada.
19:49 Scritto da: mlaura84 | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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