04/07/2010

Sull'E444r - Prima parte

Il suo orologio segnava le diciannove in punto. La puntualità, come del resto un sacco di altre cose, era la sua ossessione, anche se lui preferiva chiamarla  abitudine, così risultava meno malsano, diceva.  

Era almeno la terza volta nel giro di dieci minuti che controllava il suo polso per essere sicuro dell’ora. Le diciannove, non c’erano dubbi.

Guardò con aria pensierosa la campagna che scorreva davanti ai suoi occhi. Non aveva più visto quel paesaggio da almeno dodici anni, da quando Martino di anni ne aveva soltanto quindici.

Da quella mattina in cui partì non aveva mai pensato a come sarebbe stato tornare nella sua terra, anche perché non aveva mai avuto voglia di metterci piede di nuovo, non prima di quella telefonata.

Nel suo scompartimento sedevano altre tre persone che attirarono subito l’attenzione di Martino dalla stazione del piccolo paese della Puglia nel quale erano saliti tutti i passeggeri della carrozza numero 8.

A dire il vero sin da quando era piccolo  era sempre stato attirato dalle persone, sì, amava interpretare i loro gesti, le loro espressioni, i loro comportamenti. Cercava di entrare nelle loro menti per capire cosa stessero

pensando in quel preciso momento, proprio come stava facendo anche durante quel viaggio su un intercity pieno zeppo di viaggiatori di ogni tipologia che oltre ad essere carico era anche molto in ritardo, almeno trenta

minuti.

I suoi occhi si poggiarono sulla penna che una ragazza teneva tra le mani mentre appuntava qualcosa sulla sua agenda, non lo vedeva fare da tempo, credeva che ormai tutti usassero i palmari e, diciamolo pure, si sentiva un po’ “retrò” sempre con matite e penne nelle tasche della giacca, altra sua “abitudine”. 

«Grazie al Cielo» pensò di getto con un sorriso abbozzato.

16:09 Scritto da: mlaura84 in blog life | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: treno, racconto | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Ciao Laura, mi fa piacere risentirti, dopo tanto tempo.
Dove sei? Cosa stai facendo di bello?
Stai davvero diventando una brava scrittrice... complimenti!
Ah, sai che anch'io ho avuto una minuscola parte di successo con le mie poesie? Dovrebbero pubblicarmi una mia raccolta, ma non so quando.
Un abbraccio e a presto.
Nadia

P.S.: Domenica 11 sarò a Villa Sansoni qui a Livorno a ritirare il 5° premio per un concorso di poesia... ci sarai? Ci sono altre tue amiche, ma penso tu lo sappia già. Bè, magari ci vediamo!

Scritto da: Nadia | 08/07/2010

BENTORNATA!

allora a domani e a dopodopodomani...
la penna unisce da un filo sottile di emozioni, e' successo al tuo personaggio ed e' anche la nostra meravigliosa storia di scrittrici...

non esistera' mai piu' un gruppo come il nostro... tante risate, alcune lacrime... lacrime... di solidarieta'
lacrime di buono...
e tanta lealta'...
spesso caduta in disgrazia
ma chissenefrega...
noi ci siamo... ci si piace e
si ride tanto...

un bacino bella fatina dagli occhi di smeraldo...

stefania

Scritto da: stefania | 08/07/2010

Ho letto la prima parte del tuo racconto è molto interessante, tornerò a leggere il seguito. Grazie per la tua visita al mio blog, ora sto meglio e riprenderò a scrivere. Un caldo abbraccio. Giorgio

Scritto da: verdefronda | 18/07/2010

Sì, Stefania, è vero... proprio per quello ho scritto di getto il racconto che vi ho inviato. Mentre lo scrivevo lo sentivo ed sempre la cosa più bella!
Un abbraccio...

Scritto da: mlaura84 | 18/07/2010

Non potevi farci regalo piu' bello!
Grazie stellina!

Scritto da: stefania | 23/07/2010

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